Nuove regole RAEE 2026: cosa cambia per la gestione dei rifiuti elettronici

Un nuovo decreto legislativo entrato in vigore a fine gennaio 2026 modifica la direttiva 2012/19/UE sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE), introducendo modifiche rilevanti al D.Lgs. 49/2014, aggiornando il quadro normativo che disciplina la gestione dei RAEE e incidendo in modo significativo sulle responsabilità dei produttori e sulle modalità di finanziamento della filiera.

Per gli operatori impegnati nella gestione e valorizzazione dei rifiuti come Haiki+, che se ne occupa con la divisione specializzata Haiki+ Electrics, queste modifiche confermano la centralità di un approccio industriale fondato su chiarezza regolatoria, responsabilità condivise e integrazione delle filiere, elementi indispensabili per sostenere la transizione verso modelli sempre più circolari ed efficienti.

Uno degli interventi centrali riguarda la ridefinizione dei cosiddetti RAEE storici. La nuova formulazione chiarisce in modo più puntuale il perimetro temporale di riferimento, distinguendo tra diverse tipologie di apparecchiature elettriche ed elettroniche e fissando date chiave per l’immissione sul mercato. L’obiettivo è rendere più coerente l’applicazione del principio di responsabilità estesa del produttore, riducendo ambiguità interpretative che negli anni hanno generato complessità operative per gli operatori del settore.

Il decreto interviene anche sulle modalità di finanziamento della gestione dei RAEE provenienti dai nuclei domestici. Viene infatti precisato l’ambito di applicazione della disciplina relativa ai RAEE non storici, allineandola alla direttiva europea e alla nuova definizione introdotta. In questo modo si rafforza la certezza normativa per quanto riguarda gli obblighi economici legati alla raccolta e al trattamento dei rifiuti elettronici, con un impatto diretto sull’organizzazione dei sistemi collettivi e individuali.

Disposizioni analoghe vengono introdotte per i RAEE professionali, con modifiche speculari che mirano a garantire uniformità di trattamento tra flussi domestici e professionali. Anche in questo caso, il legislatore punta a una maggiore chiarezza sulle responsabilità finanziarie, elemento fondamentale per assicurare la sostenibilità economica della filiera e favorire investimenti in impianti e tecnologie di trattamento sempre più efficienti.

Particolare attenzione è riservata ai rifiuti derivanti da apparecchiature di tipo fotovoltaico. Il decreto precisa che il finanziamento delle operazioni di gestione dei RAEE da fotovoltaico è a carico dei produttori per le apparecchiature immesse sul mercato a partire dal 13 agosto 2012, indipendentemente dalla loro origine domestica o professionale. Questo chiarimento contribuisce a rafforzare il quadro di responsabilità lungo l’intero ciclo di vita dei pannelli, un aspetto sempre più rilevante alla luce della crescita del settore e delle prospettive di fine vita degli impianti installati negli ultimi anni.

Il provvedimento aggiorna inoltre la disciplina sull’obbligo di marchiatura delle apparecchiature, precisando i casi e le tempistiche in cui tale obbligo trova applicazione. Anche questo intervento va nella direzione di una maggiore tracciabilità dei prodotti e di una gestione più efficace dei flussi di rifiuti, in linea con i principi dell’economia circolare e con le politiche europee in materia di sostenibilità.

Infine, viene eliminata una previsione che poneva a carico dei produttori il finanziamento della gestione dei rifiuti derivanti da pannelli fotovoltaici non incentivati immessi sul mercato prima dell’entrata in vigore del D.Lgs. 49/2014. Si tratta di un adeguamento che contribuisce a riequilibrare il sistema degli oneri, rendendolo più coerente con l’evoluzione normativa e con il principio di proporzionalità.

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