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Plastiche ed economia circolare: l’Europa accelera verso il mercato unico dei riciclati

Scritto da Haiki+ | 12 February 2026

Nuove regole UE su riciclo, investimenti e concorrenza per rafforzare la filiera delle plastiche


A fine dicembre, la Commissione Europea ha presentato la comunicazione “Accelerating Europe’s transition to a circular economy: a pilot for boosting the circularity of plastics”, delineando un pacchetto di interventi strategici per rafforzare l’economia circolare delle plastiche e creare le basi di un mercato unico europeo dei polimeri riciclati. L’iniziativa anticipa alcuni pilastri del futuro Circular Economy Act, atteso nel 2026, e nasce dalla consapevolezza che il ritmo della transizione circolare in Europa rimane insufficiente rispetto agli obiettivi fissati per il prossimo decennio.

Nel 2024, infatti, solo il 12,2% dei materiali utilizzati nell’Unione Europea proveniva da riciclo, un dato ancora lontano dal target del 24% previsto entro il 2030. In questo scenario, il settore delle materie plastiche assume un ruolo centrale. Le plastiche sono alla base di numerose filiere industriali strategiche, dal packaging all’edilizia, dall’automotive all’elettronica, fino al comparto medicale, ma presentano ancora significative criticità strutturali sul piano della raccolta e del riciclo. A fronte di una produzione annua di circa 58 milioni di tonnellate di plastica nell’UE, solo una parte viene effettivamente recuperata e trasformata in nuovi polimeri.

Negli ultimi anni, il comparto europeo del riciclo delle plastiche ha inoltre dovuto affrontare una fase complessa, caratterizzata dall’aumento dei costi energetici, dalla volatilità dei prezzi delle materie prime vergini, da una domanda debole di materiale riciclato e da una crescente pressione competitiva da parte delle importazioni a basso costo. Questi fattori hanno inciso sulla sostenibilità economica degli operatori, portando a una riduzione dell’utilizzo degli impianti e a un rallentamento degli investimenti, proprio in una fase in cui sarebbe necessario rafforzare la capacità industriale europea.

Uno degli interventi più rilevanti annunciati dalla Commissione riguarda l’armonizzazione delle regole sulla cessazione della qualifica di rifiuto delle plastiche riciclate. La frammentazione normativa tra Stati membri rappresenta da tempo un ostacolo allo sviluppo di un vero mercato interno dei materiali riciclati. L’introduzione di criteri comuni a livello europeo consentirà ai materiali conformi di circolare come prodotti, riducendo gli oneri amministrativi per i riciclatori e migliorando la stabilità dell’offerta di polimeri riciclati di qualità per l’industria di trasformazione.

Accanto al riciclo meccanico, il pacchetto europeo riconosce anche il ruolo del riciclo chimico come tecnologia complementare, introducendo per la prima volta regole armonizzate per l’applicazione del mass balance. Questa chiarezza normativa è destinata a creare un contesto più favorevole agli investimenti, favorendo lo sviluppo di soluzioni innovative in grado di ampliare le quantità di plastica effettivamente riciclate e reimmesse nei cicli produttivi.

Un ulteriore elemento qualificante riguarda il rafforzamento dei controlli sulle importazioni di polimeri, con l’obiettivo di garantire condizioni di concorrenza leale per gli operatori europei. La Commissione intende contrastare pratiche scorrette che rischiano di compromettere la credibilità del mercato dei riciclati e di penalizzare le imprese che investono in processi conformi agli standard ambientali e normativi dell’UE.

La transizione verso un’economia circolare delle plastiche richiede infine un significativo sforzo finanziario. Il divario annuo di investimenti stimato per l’economia circolare europea resta elevato e rende necessario un maggiore coordinamento tra politiche industriali, regolazione e strumenti di supporto finanziario. In questo contesto si inserisce il progetto pilota per la creazione di hub di circolarità transregionali, pensati per rafforzare la capacità industriale e favorire l’integrazione delle filiere.

Per operatori in costante crescita come Haiki+, l’evoluzione del quadro normativo europeo sulle plastiche rappresenta un passaggio chiave verso modelli industriali sempre più sostenibili e resilienti. Le misure annunciate dalla Commissione costituiscono un banco di prova per il futuro Circular Economy Act e confermano come il riciclo e la valorizzazione dei materiali siano leve strategiche non solo ambientali, ma anche economiche e industriali, in grado di trasformare gli obblighi normativi in concrete opportunità di sviluppo per l’intera filiera.

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