Elemento delle terre rare, il neodimio è centrale in motori elettrici, RAEE e tecnologie avanzate
Il neodimio è un elemento chimico appartenente al gruppo dei lantanidi, noti come metalli delle terre rare. Identificato dal simbolo Nd e caratterizzato dal numero atomico 60, è stato scoperto nel 1886 da K. Auer von Welsbach. Dopo il cerio è uno degli elementi più abbondanti del suo gruppo e, dal punto di vista chimico, presenta affinità con lantanio e praseodimio. In natura si trova principalmente nei minerali monazite e bastnaesite, oltre che in alcune sabbie monazitiche.
Dal punto di vista fisico, il neodimio si presenta come un metallo bianco argenteo lucente che tende a ossidarsi all’aria assumendo tonalità rosa-viola. Ha una densità di circa 7,01 g/cm³, un punto di fusione di 840 °C e proprietà magnetiche peculiari che lo rendono uno degli elementi più strategici per la tecnologia moderna. Nei composti si trova prevalentemente nello stato di ossidazione +3 e forma sali generalmente colorati in rosso-viola. È paramagnetico e, se finemente suddiviso, può presentare caratteristiche piroforiche.
Usi del neodimio
La caratteristica più rilevante del neodimio riguarda le sue proprietà magnetiche. In combinazione con ferro e boro forma una lega nota scientificamente con la sigla NdFeB, alla base dei magneti permanenti più potenti oggi disponibili. I magneti al neodimio-ferro-boro sono in grado di generare campi magnetici molto intensi pur mantenendo dimensioni compatte e peso ridotto. Questa combinazione di forza e leggerezza ha rivoluzionato la progettazione di numerosi dispositivi, consentendo miniaturizzazione ed elevata efficienza energetica.
I magneti al neodimio trovano applicazione nei motori elettrici, inclusi quelli impiegati nei veicoli ibridi ed elettrici, nelle turbine eoliche e in numerose apparecchiature industriali. Sono utilizzati nei dischi rigidi per computer, nei sistemi audio come altoparlanti e cuffie, nei laser a stato solido come i Nd:YAG e in dispositivi medicali che richiedono campi magnetici ad alta intensità. Le loro prestazioni sono legate a parametri tecnici particolarmente elevati, tra cui temperatura di Curie, densità di energia e intensità di campo coercitivo.
Estrazione e produzione del neodimio
Il processo di estrazione e produzione del neodimio è complesso e articolato. A partire dai minerali, il materiale viene sottoposto a trattamenti chimici e tecniche di separazione come cristallizzazione frazionata, scambio ionico o estrazione con solventi, per isolare il neodimio dagli altri elementi delle terre rare. Successivamente, attraverso processi di riduzione o elettrolisi del cloruro anidro fuso, si ottiene il metallo puro.
Per la produzione dei magneti NdFeB, il neodimio viene fuso con ferro, boro e altri elementi in proporzioni specifiche, che influenzano resistenza alla corrosione e temperatura di utilizzo. La lega viene colata, raffreddata e successivamente sottoposta a processi di frantumazione controllata, pressatura in campo magnetico e sinterizzazione ad alta temperatura. La fase finale prevede lavorazioni di precisione e rivestimenti protettivi, spesso in nichel-rame-nichel, necessari per limitare ossidazione e fragilità del materiale.
Le maggiori riserve di neodimio si trovano in Asia, in particolare in Cina, che detiene una quota dominante nella produzione mondiale di magneti NdFeB. Esistono tuttavia giacimenti anche in Australia e negli Stati Uniti. La concentrazione geografica delle risorse e delle capacità produttive rende il neodimio una materia prima critica per le filiere industriali europee, soprattutto nei settori dell’energia rinnovabile, dell’elettronica e della mobilità elettrica.
L’importanza del neodimio
La crescente domanda di magneti ad alte prestazioni rende strategica anche la gestione del fine vita dei prodotti che contengono neodimio. I rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche rappresentano una fonte potenziale di recupero di terre rare, in un’ottica di economia circolare e riduzione della dipendenza da materie prime vergini. Per operatori come Haiki+, la conoscenza delle caratteristiche chimiche e fisiche del neodimio è fondamentale per sviluppare soluzioni di trattamento e valorizzazione in grado di intercettare materiali ad alto valore tecnologico.
Comprendere cos’è il neodimio, come si ricava e quali sono le sue qualità significa infatti leggere in chiave industriale una delle sfide più rilevanti della transizione energetica e digitale: garantire approvvigionamenti sicuri, promuovere il recupero dai flussi di rifiuti e sostenere filiere sempre più sostenibili e integrate.
Un tassello concreto nella valorizzazione delle terre rare nei flussi di RAEE è rappresentato dall’impegno di Haiki+. Il 26 gennaio 2026 l’azienda ha sottoscritto un memorandum d’intesa con RarEarth per sviluppare congiuntamente soluzioni impiantistiche finalizzate al recupero del neodimio dai magneti permanenti presenti nei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche.
L’obiettivo della collaborazione è creare una filiera italiana capace non solo di estrarre e valorizzare il neodimio dai materiali di scarto, ma anche di esplorare la potenziale produzione di nuovi magneti a partire da materiale riciclato. Questo contribuisce al rafforzamento dell’autonomia nazionale ed europea sulle materie prime critiche e si inserisce in un contesto normativo che incentiva il riciclo interno dei materiali strategici.