r-PET, dalla bottiglia di plastica al capo di abbigliamento: cos’è il poliestere riciclato e come trasforma il PET in tessuti
Il PET riciclato, (rPET o poliestere riciclato) è un materiale ottenuto dal riciclaggio di materiali di scarto, principalmente bottiglie in PET post-consumo e, in misura minore, rifiuti industriali di poliestere o di abbigliamento. In un contesto caratterizzato da tonnellate di rifiuti plastici prodotti ogni giorno, il riciclo del PET rappresenta una leva fondamentale per ridurre l’impatto ambientale e promuovere modelli di economia circolare.
L’r-PET è utilizzato sia per la produzione di nuovi imballaggi sia per la realizzazione di capi di abbigliamento. A differenza del poliestere vergine, la sua fabbricazione non richiede l’estrazione di nuovo petrolio. Attraverso un processo di riciclo, il materiale plastico viene trasformato in filati da cui si ricava il poliestere riciclato, successivamente tessuto per ottenere capi tecnici, sportivi e di uso quotidiano.
Dal punto di vista delle prestazioni, il tessuto r-PET mantiene caratteristiche tecniche di rilievo. È resistente all’usura e alle alte temperature, flessibile e impermeabile. Non si restringe facilmente, asciuga rapidamente ed è adatto a molteplici applicazioni, dall’abbigliamento outdoor al settore sportivo. Il pile, ad esempio, nasce proprio dal PET riciclato: una fibra sintetica lavorata meccanicamente fino a diventare soffice e voluminosa. Con circa 18 bottiglie di plastica è possibile produrre una felpa in pile, dimostrando concretamente come il rifiuto possa trasformarsi in risorsa.
Il processo che consente di passare da una bottiglia di plastica a un capo di abbigliamento si basa prevalentemente sul riciclo meccanico. Dopo la raccolta selettiva, le bottiglie vengono classificate per colore, private di tappi ed etichette e successivamente triturate in scaglie. Segue una fase di lavaggio e decontaminazione con acqua e vapore, fondamentale per garantire la qualità del materiale riciclato. Le scaglie vengono poi essiccate e fuse a caldo per ottenere nuove fibre di poliestere. Queste fibre vengono filate e trasformate in filato, che può essere tessuto da solo o combinato con altre fibre come cotone organico o tencel. Una volta tinto e rifinito, il tessuto è pronto per la confezione del capo finito.
La produzione di r-PET comporta vantaggi ambientali significativi. Richiede fino all’85% di energia in meno e fino al 90% di acqua in meno rispetto al poliestere vergine, generando emissioni di CO₂ inferiori. Inoltre contribuisce a ridurre la quantità di rifiuti destinati a discarica o incenerimento e limita la dipendenza del settore tessile dalle risorse fossili. L’utilizzo di plastica riciclata favorisce la creazione di nuovi flussi di materiali recuperati, rafforzando il mercato delle materie prime seconde.
Per garantire la tracciabilità e l’effettiva origine riciclata dei materiali, uno dei principali riferimenti internazionali è il Global Recycled Standard o GRS. Si tratta di una certificazione volontaria che attesta che il tessuto proviene da materiali riciclati e che lungo la filiera produttiva sono rispettati criteri ambientali e sociali, inclusa la gestione delle acque reflue e l’assenza di specifici additivi tossici.
Il tessuto r-PET non trova applicazione solo nell’abbigliamento, ma anche negli imballaggi, negli interni automobilistici e in altri prodotti industriali. La sua versatilità lo rende una soluzione sempre più diffusa tra produttori e consumatori attenti alla sostenibilità. Grandi marchi internazionali hanno integrato il poliestere riciclato nelle proprie collezioni, contribuendo a diffondere modelli di consumo più responsabili.
In un’ottica industriale, il valore dell’r-PET è strettamente connesso alla qualità della raccolta, alla selezione dei flussi e alla capacità impiantistica di trasformare il rifiuto in nuova materia prima.
Per operatori come Haiki+, la gestione efficiente del PET post-consumo rappresenta un passaggio chiave per sostenere filiere circolari, ridurre l’impatto ambientale e creare valore attraverso il recupero di materiali ad alto potenziale.